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Il viaggio nell’aldilà (parte 8 di 8): Conclusione

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Descrizione: Alcune ragioni per l'esistenza del Paradiso e dell'Inferno.  

  • Da IslamReligion.com (co-autore Abdurrahman Mahdi)
  • Pubblicato su 28 Jul 2014
  • Ultima modifica su 28 Jul 2014
  • Stampato: 66
  • Visto 9537 (media giornaliera: 5)
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Hereafter-part-8Muhammad, il Profeta dell’Islam, morto nel 632, riferì:

"Questo mondo è una prigione per il credente, ma per il miscredente è un paradiso. Mentre per il miscredente, l'Aldilà sarà una prigione, ma per il credente, sarà il suo paradiso."

Una volta, nel primo periodo dell'Islam, un povero cristiano incontrò uno dei grandi studiosi dell'Islam, che all'epoca montava su un bel cavallo e vestiva abiti raffinati. Il cristiano recitò, al musulmano benestante, l'hadith citato sopra, notando: "Adesso mi trovo davanti a te, un non-musulmano, povero e indigente in questo mondo, mentre tu sei un musulmano, ricco e benestante." Il sapiente dell'Islam rispose: "Proprio così. Ma se tu sapessi, cosa ti aspetta (della punizione eterna) nell'Aldilà, paragonando, consideresti di essere adesso in paradiso. E se tu sapessi la realtà di ciò che potrebbe attendere me (di beatitudine eterna) nell'Aldilà, mi consideresti di essere in prigione."

Dunque è la grande misericordia e la giustizia di Dio di avere creato il Cielo e l'Inferno. La conoscenza dell'Inferno serve a dissuadere l'uomo dal male, mentre uno sguardo sui tesori del Paradiso lo incita  a compiere buone azioni e ad essere giusto. Coloro che negano il loro Signore, compiono del male e sono impenitenti entreranno all'Inferno: un luogo di vero dolore e sofferenza. Mentre la ricompensa per i giusti è il luogo di inimmaginabile bellezza fisica e di perfezione, che è il Suo Paradiso.

Spesso, le persone testimoniano la bontà della propria anima, sostenendo che qualsiasi bene che fanno è puramente ed esclusivamente da un autentico amore di Dio o di vivere secondo un codice morale universale e virtuoso, e per questo, essi non hanno bisogno del bastone e della carota. Ma quando Dio parla all'uomo nel Corano, Egli lo fa perchè conosce la volubilità della sua anima. Le delizie del Paradiso sono reali, fisiche, delizie tangibili. L'uomo può cominciare a valutare quanto siano auspicabili, perfetti, abbondanti e incessanti i cibi, i vestiti e le case del Paradiso,  proprio perché è consapevole di quanto soddisfacente e dolce, queste cose possono essere in questa realtà presente.

"Abbiamo abbellito, agli (occhi degli) uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno." (Corano 3:14)

Allo stesso modo, l'uomo può cominciare a valutare come sia tortuoso e terrificante l'Inferno e il suo arredo, proprio perché è consapevole di come possa essere terribile un'incendio in questo mondo. Così, il viaggio dell'anima dopo la morte, come ci viene descritta nei dettagli vividi da Dio e il Suo Profeta, Muhammad, che la misericordia e la benedizione di Dio siano su di lui, dovrebbe e deve servire come nient'altro che un' incitamento a tutta l'umanità per riconoscere sicuramente e veramente il suo nobile scopo: il culto e il servizio del suo Creatore in amore disinteressato, stupore e gratitudine. Dopo tutto,

"…eppure non ricevettero altro comando che adorare Allah, tributandoGli un culto esclusivo e sincero,  eseguire l'orazione e  versare la decima. Questa è la Religione della verità." (Corano 98:5)

Ma, per le moltitudini tra gli uomini che, nel corso dei secoli, trascurassero il loro dovere morale al loro Signore Dio e al prossimo, non  devono dimenticare che:

"Ogni anima gusterà la morte, ma riceverete le vostre mercedi solo nel Giorno della Resurrezione. Chi sarà allontanato dal Fuoco e introdotto nel Paradiso, sarà certamente uno dei beati, poiché la vita terrena non è che ingannevole godimento."

(Corano 3:185)

 

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